Accesso: percorrendo la strada Kobarid (Caporetto) – Tolmin nel villaggio di Idrsko si piega in direzione di Livek (5 km). All’incrocio posto al centro dell’abitato si piega in direzione del m. Kuk ossia Livške Ravne (4 km). Da qui una strada asfaltata di 3 km porta al museo all’aperto. In un piccolo parcheggio si trova un cartello con scritta che indica il museo all’aperto. Dal parcheggio si può salire fino alle posizioni dell’esercito italiano, che sono state ripulite e ripristinate, poi si prosegue fino a cima Na Gradu (1115 m), dove passa la linea di confine con l’Italia. Vi si può accedere anche dalla parte italiana. L’accesso alle posizioni è agevole.
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Livške Ravne 1037 m |
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Kolovrat - Na Gradu 1115 m |
Tempo di visita previsto: un’ora
Descrizione storica: sulla sponda destra della Soča (Isonzo) tra Kobarid (Caporetto) e Tolmin si erge l’erto versante del Kolovrat. Prima della prima guerra mondiale correva sul suo crinale il confine tra l’Austria-Ungheria e l’Italia. Nel primo giorno di guerra le unità italiane superarono la linea di confine e cominciarono a fortificarla. L’esercito italiano vi costruì gradatamente un ampio sistema difensivo denominato »linea d’armata«. C’erano sul crinale molte postazioni d’artiglieria e punti di osservazione da cui tenevano sotto controllo il fronte isontino dal massiccio del Krn (Monte Nero), dal m. Mrzli vrh, dalla testa di ponte di Tolmin fino all’altopiano della Banjšica (Bainsizza). Da queste elevate posizioni l’artiglieria italiana teneva sotto tiro la prima linea di difesa austro-ungarica, la via di rifornimento Tolmin - valle di Bača ed altri bersagli importanti delle retrovie austro-ungariche. L’intero crinale era anche attraversato da trincee blindate. Sulla sella posta tra le due alture di Na Gradu (1115 m) e Trinški vrh (1139 m) passava un’importante via di rifornimento che collegava le retrovie con le posizioni poste davanti alla testa di ponte di Tolmin ossia con la prima e la seconda linea delle posizioni italiane. Durante la 12. battaglia dell’Isonzo le posizioni del Kolovrat costituirono uno dei punti-chiave del sistema difensivo italiano. All’ufficiale che avrebbe conquistato questo punto il Comando dell’esercito austro-ungarico promise l’alta decorazionr »Pour le mérite«, che fu consegnata al primo ten. Schörner che conquistò con il suo reparto del Corpo Alpino tedesco le posizioni di Na Gradu già nella sera del primo giorno dell’offensiva il 24 ottobre 1917. Con questa azione le unità tedesche si aprirono la strada per continuare l’avanzata lungo il crinale del Kolovrat e del m. Matajur fino alla pianura friulana. Anche il primo ten. Erwin Rommel partecipò ai combattimenti del Kolovrat quale comandante del battaglione da montagna del Wurttemberg. Con la sua unità conquistò il m. Matajur nel terzo giorno della 12. battaglia dell’Isonzo.
Situazione odierna: un museo all’aperto è sistemato sulla cresta del Kolovrat. Da qui si apre una bella veduta panoramica sul campo di combattimento che spazia dal massiccio del Krn (Monte Nero) alla Sveta Gora (Monte Santo) ed alla pianura friulana. Vi si trovano posti di comando e di osservazione, postazioni di mitragliatrici e di cannoni, caverne e una rete di trincee e di camminamenti a più piani. Dall’una e dall’altra parte della linea di confine si trovano una accanto all’altra le opere murarie della terza linea di difesa dell’esercito italiano. La particolarità degli interventi di recupero di queste posizioni consiste nell’impiego di materiale edile originale (reti metalliche per consolidare le scarpate, lamiera ondulata, lastre di ardesia) risalente all’epoca della prima guerra mondiale.
Il recupero e la manutenzione delle posizioni italiane del versante sloveno del Kolovrat sono a cura dell’istituzione »Fondazione Le vie della pace dell’Alto Isonzo«.
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